mercoledì 27 febbraio 2013

DIY: lip butter Nivea


Primo DIY in casa My Favourite Things! Niente di rivoluzionario, anzi, probabilmente ne avrete già visti molti altri di questo tipo, ma oggi avevo voglia di impiastricciare un po' e così mi sono messa all'opera. 
Ho realizzato un lipbalm homemade che fosse anche colorato e profumato. Per questo tutorial ho preso ispirazione dai lip butter della Nivea usciti in America e che in Italia non sono venduti. Hanno 4 profumazioni/gusti diversi, fra cui creme caramel e vaniglia e macadamia, perciò ho pensato di aggiungere ai miei un tocco...dolce! Ho quindi realizzato un lipbalm alla cannella.



Per questo DIY avrete bisogno di:
- Un vecchio burrocacao che non usate più o che non vi piace tanto
- Un blush colorato
- Cannella
- Una jar piccola
- Un cucchiaio grande e uno piccolo 






























Prima di tutto, per ricreare un vero e proprio lip butter della Nivea, servirà un contenitore Nivea! Nel mio caso avevo dei sample della crema Nivea (uno mi era stato dato in omaggio a Monaco e un altro l'ho trovato nella rivista Grazia dello scorso mese). In teoria non è difficilissimo reperirli perché la Nivea fa spesso delle edizioni particolari per diversi eventi, ad esempio quello di Grazia era stato realizzato per San Valentino. Comunque, nel caso non le trovaste, potete usare il barattolino un po' più grande che vendono all'Upim (io le trovo accanto alle casse) che sono sempre travel size, ma decisamente più grandi. Ah, ovviamente dentro c'è la crema Nivea, non sono vuote!
Se poi questa vi sembra troppo grande potete usare una jar avanzata di qualche ombretto, cipria o blush minerale in mini size, un portalenti (spesso se ne trovano in omaggio ad ogni confezione di liquido per le lenti) o infine, i vasetti neri in cui Lush vi dà i sample dei prodotti liquidi. Essendo interamente neri sono anche personalizzabili e potete regalarlo a qualcuno: insomma, le idee sono tantissime!






Una volta che avete scelto il vostro contenitore, scegliete il blush con cui volete colorare il vostro lipbalm. Io ho preso le shining perl di Kiko, anche perché penso che non le consumerò mai! Voi però potete usare un qualsiasi blush sul marrone o anche una terra. In questo caso ho scelto quelle marroni (per chi non lo sapesse, questo blush in perle è composto di tre colori: rosa fragola, bianco e marrone) perché si adattavano al colore della cannella. Ho preso due perle, le ho messe in un cucchiaio grande di acciaio e le ho schiacciate con un altro cucchiaino, non vi consiglio di usare le dita perché rischiate di sporcarvi parecchio. 


Ho aggiunto poi un po' di cannella che ho dosato ad occhio. Piccolo tip: non mettetene tanta perché è un prodotto che andrà sulle labbra, se l'odore è troppo forte potrebbe darvi fastidio.





Bene, ora prendete il vostro vecchio burrocacao, tagliatene una parte (io ne ho presa metà per evitare di sprecarne troppo non sapendo quale sarebbe stato il risultato) e mettetela sul cucchiaio insieme alla polvere di blush e alla cannella. 





Ora è il momento di accendere il fornello! Basterà avvicinare il cucchiaio al fuoco del fornello affinché il burro si sciolga. Vi consiglio di non alzare troppo il fuoco del fornello perché, se da un lato velocizza l'operazione, dall'altro rischiate di bruciare la polvere di blush. Una volta che il burro sarà completamente fuso, spegnete il fornello e mischiate per bene il contenuto.
Ora non vi rimane che versare il contenuto nella vostra jar ed ecco fatto, avrete realizzato il vostro lipbalm homemade!




Devo dirvi che sono piuttosto soddisfatta del risultato. Il colore è un bel mattone e il profumo di cannella si sente, ma non in maniera insistente e invadente. 
Vi lascio lo swatch che ho fatto sulla mano tanto per darvi l'idea del colore visto che sembra tanto scuro, ma in realtà rimane molto più discreto.



Non vedo l'ora di mettermi di nuovo all'opera per sperimentare nuove colorazione abbinate a diverse profumazioni, so stay tuned!

lunedì 25 febbraio 2013

Oscar 2013: la statuetta va al corto bon ton


Ieri si è tenuta la fatidica notte degli Oscar e regine indiscusse della serata sono state Charlize Theron e Anne Hathaway con il loro corto bon ton. Semplice, lineare, elegante e ordinato, un look da first lady e quasi un tributo a Michelle Obama madrina di una delle premiazioni. Questo taglio corto è stato abbinato ad abiti rosa cipria per la Hathaway e bianco per la Theron: come essere più eleganti di così? Taglio che le fa risaltare, in particolare contrasto con Kristen Stewart e i suoi capelli leonini e decisamente sciatti. Che fosse ancora reduce da qualche incontro sfrenato con il suo bel vampiro?




Piccola nota di merito va a Helen Hunt che ha indossato un bellissimo abito blu notte di H&M, cheap and chic!




Trend Alert: smalto bianco. Alcune star ieri sera come Anne Hathaway, Jennifer Aniston, Kerry Washinton e Jennifer Lawrence, hanno sfilato sul red carpet con uno smalto bianco un po' cipria.







Volete ricrearlo anche voi? Utilizzate lo smalto Dream's Rose White della collezione 50's Dream di Pupa.





sabato 23 febbraio 2013

Fur Effect nailart: Tutorial e Review

In un precedente articolo vi ho parlato della nuova Fur Effect nailart by MUA e finalmente ho avuto modo di provarla così posso darvi qualche piccolo tip. Per chi non lo sapesse, la Fur Effect nailart è un tipo di manicure effetto pelliccia, somiglia un po' alla moquette sia alla vista che al tatto. Il colore che ho utilizzato io è Boo Boo Fluff, un azzurro acceso e non molto invernale, come base coat ho usato la Base Levigante della Deborah Milano e come smalto base per la nailart ho usato il "Nail Him" di H&M.




Devo dire che realizzarla non è stato affatto complicato, ma vi consiglio assolutamente l'utilizzo di una pinzetta per applicare il prodotto perché è piuttosto volatile e tende ad appiccicarsi facilmente. Io avevo una pinzetta a punta grande e piatta realizzata appositamente per questa manicure, voi potete prendere tranquillamente una pinzetta per sopracciglia anche perché il prodotto tende a rimanere compatto. 
Altro piccolo tip: quando applicate le fibre mettete sul ripiano un foglio di scottex o un panno perché c'è un po' dispersione del prodotto. 





























Step 1 - applicate la vostra base preferita e lasciate asciugare




Step 2 - applicate lo smalto che meglio si abbina al colore del vostro Fur Effect.
*Non ho fatto foto perché altrimenti si sarebbe asciugato lo smalto e non avrei potuto applicare le fibre*

Step - quando lo smalto è ancora fresco con la pinzetta prelevate un po' del prodotto dalla jar e applicatela sull'unghia pressandola delicatamente. Vi consiglio di procedere singolarmente unghia per unghia, senza darvi lo smalto su tutta la mano, altrimenti dovrete applicare il prodotto in maniera troppo rapida rischiando di essere così poco accurate. 



Step 4 - una volta applicate le fibre, fate cadere l'eccesso nella jar e ripulite l'unghia con un pennello da eventuali rimasugli: ecco, la vostra Fur Effect nailart è completa!
































Durata, considerazioni ed effetti: Innanzi tutto c'è da dire che, nonostante il colore sia piuttosto acceso, è molto più carina di quanto pensassi, vi sembrerà di avere le unghie di peluche. La manicure a me è durata 4 giorni, ma riconosco di averla maltrattata parecchio. In questi 4 giorni ho fatto la ceretta da sola, quindi ci è finita sopra un po' di cera che però non l'ha danneggiata, ho usato diverse volte l'olio per rimuovere la cera dalle mani con conseguenti, numerosi lavaggi. 
Quando detergete le mani le fibre rimangono un po' umide, ma l'effetto dura poco e non rischiate di bagnare quello che toccate, inoltre devo dire che non si sporca, al contrario di quanto diceva la MUA stessa sul loro blog


Il quarto giorno l'ho tolta perché si era iniziato a scheggiare lo smalto sotto (solo sull'indice, ma io sono una di quelle persone che non riesce ad andare in giro con lo smalto sbeccato, lo debbo rimuovere subito nemmeno fossi preda di un attacco di orticaria). Inoltre, dopo alcuni giorni, le fibre si consumano un po' specie sulla punta dell'unghia e si diradano, è un po' l'effetto moquette vecchia per intenderci. 

Per quanto mi riguarda non credo la rifarò perché, come effetto collaterale, ha la texture: nel momento in cui le fibre vengono a contatto con un altro tessuto avevo i brividi. Probabilmente è una reazione strettamente personale, ma l'effetto è lo stesso di quando si strusciano fra loro due pezzi di velluto ed è proprio fastidioso, inoltre non c'è modo di evitarlo perché accade ogni volta che vi vestite e vi spogliate o vi mettete a letto. Altra piccola pecca è la gamma di colori a disposizione, sono molto vistosi (tranne un paio) e difficilmente abbinabili in inverno, ma al tempo stesso trovo la texture poco adatta all'estate anche per via del caldo, i numerosi lavaggi, le docce. Sicuramente se avete una festa eccentrica o per una serata particolare possono essere il quid in più che cercavate, ma per tutti i giorni non ve la consiglio perché è abbastanza appariscente. 


martedì 19 febbraio 2013

Paint your nail, ecco la ciatè colourfoil

Ormai chi dice Ciatè dice nail trend, è scontato. Anche questa volta ci troviamo davanti ad uno dei prossimi must in fatto di nail art, stiamo parlando della foglia oro. L'idea vi potrà sembrare uscita da una puntata di Paint your Life, ma l'effetto è senza dubbio colorato e originale. La linea si chiama Ciatè Colourfoil e la manicure si realizza stendendo due passate del vostro smalto preferito e poi, grazie ad un particolare colla, potrete fare dei mosaici applicando diverse nuance di foglia d'oro che rimarrà attaccata sull'unghia, una volta terminata la vostra composizione stendete delicatamente il top coat. Il kit include le lamine di foglia oro, la colla per applicarle e la ruota delle unghie per realizzare i vostri esperimenti creativi. Ecco il video tutorial per diventare delle vere maestre della foglia oro.


Rëveplus Clothing: dove sogni, macarons e Parigi si incontrano

San Valentino è appena passato e forse c'è qualche fidanzato ritardatario o smemorato; o magari volete farvi un regalo per coccolarvi, ed ecco qui l'idea giusta per voi: Reveplus Clothing.

Rëveplus nasce nel 2011 dall'idea di Chiara e Marco, quella di fare il mestiere più cool del mondo! Iniziano a produrre t-shirt, Chiara è l'addetta alla grafica, realizza i disegni che poi diventeranno il marchio distintivo di questo brand, Marco si occupa invece della stampa. Il desiderio è quello realizzare capi originali, handmade, che presentino cura e attenzione per i dettagli e le rifiniture.
Il nome Rëveplus racchiude quelle che sono le origini e le fibre di questi due giovani avventurieri del fashion design: Reve che in francese significa sogno, unito alla dieresi tipica del tedesco, in Germania infatti nasce l'orizzonte di questa grande impresa, e + (plus) che si pronuncia uguale sia in inglese che in francese. Tutti questi elementi insieme formano il simbolo della maschera veneziana del medico per ricordare le loro origini del nord. Un marchio che sa di Italia, che sa di Europa, ma anche di sogno, sogno di poter mixare in maniera sapiente tutti questi elementi per poter realizzare un grande progetto. 


Sarà complice la mia insana passione per Parigi e tutto ciò che la riguarda, sarà che pochi mesi fa ho finalmente realizzato il mio di sogno, ovvero quello di visitare questa magnifica città, ma io sono letteralmente innamorata dei loro capi! Sono delicati, romantici, ironici e dai motivi sognanti, non penso si possa chiedere di più. Le mie preferite sono la t-shirt con i mustache (come potete notare dall'header del mio blog) e quella interamente rosa con la torre Eiffel di lato. 









Anche se trovo ugualmente adorabili quella con la teiera e la tazzina e quella con la pila di marcarons. Insomma, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Ovviamente molte altre sono le stampe e sono disponibili anche altri pezzi come felpe e shopper in stoffa. Speriamo di poter vedere presto questi gioellini in cotone nei negozi di tutta Italia perché in fondo, ognuna di noi desidera portare un po' di Parigi e un macarons sempre con sé.

venerdì 15 febbraio 2013

In the mood for nude, il trend delle palette naturali

La Naked della Urban Decay, da quando è uscita, è diventata uni dei best seller di Sephora ed ha scatenato una vera e propria mania per le palette nude. Da allora, la stessa Urban Decay ha fatto uscire una seconda versione della Naked, la Naked 2, e di recente la Naked Basic. Molte altre sono state poi le case cosmetiche, low cost e non, che si sono ispirate ad essa ed hanno proposto la loro versione di palette dai toni nudi, fra cui: Pupa, Diego della Palma, MUA, Catrice. Ovviamente ognuna ha cercato di fare suo, in maniera più o meno originale, questo trend inserendo texture shimmer e matt, colori chiari o scuri. 

Pupa art n. 001 Prezzo consigliato 22.90€



Mua Palette Undressed  Prezzo 4£ 



Mua palette Undress me too Prezzo 4£



 Palette Nude Look Diego dalla Palma Prezzo 35.90€


Absolute Nude Catrice Prezzo 4.49€



mercoledì 13 febbraio 2013

Tè e biscotti: il postino di Neruda

La recensione, la chiacchierata (così va meglio) di oggi sarà sul libro Il Postino di Neruda di Antonio Skarmeta. Definirle recensioni mi pare un po' pretenzioso, così ho deciso di inserirle nel filone "Tè e biscotti": perché non c'è niente di meglio che leggere un libro davanti a una tazza fumante di tè, o parlare dell'ultimo libro che si è letto sgranocchiando qualche biscotto.
Il Postino di Neruda sicuramente è un libro più "classico" rispetto a Piccoli Limoni Gialli, tant'è che esiste una trasposizione cinematografica in cui recitano sia Massimo Troisi che Maria Grazia Cucinotta che ho intenzione di vedere e che sicuramente avrete già visto. 

La trama diciamo che è piuttosto semplice, così come lo è il libro, infatti conta poco più di un centinaio di pagine. La storia si svolge ad Isla Negra, lungo le coste del Cile. Un luogo dalle cui descrizioni si può quasi sentire il profumo della salsedine e il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli. Il giovane Mario Jiménez fermamente deciso a non seguire le orme del padre pescatore e, più in generale, a non lavorare. Un giorno, costretto dalle ormai insistenti richieste del padre a trovarsi un impiego, viene assunto come postino di un unico illustre cliente: il poeta Pablo Neruda. Mario Jiménez, sentendosi in soggezione rispetto alla fama e alla grandezza del poeta, decide di comprare con i primi soldi guadagnati una delle sue opere. Inizialmente il rapporto fra i due è piuttosto impacciato, ma l'insistenza di Mario li porterà a diventare amici, grandi amici. Come al solito non procedo con il racconto della trama perché lascio a voi il gusto di proseguire e scoprire passo dopo passo come si svolgeranno i fatti.

Indubbiamente questo libro può essere considerato una delle più belle storie d'amicizia che la letteratura ricordi, almeno a mio avviso. Un rapporto inizialmente squilibrato e impari, il povero figlio di un pescatore e un illustre poeta candidato addirittura al premio Nobel. Sembra non legarli niente se non il rapporto postino-cliente, ma come al solito sarà la letteratura, le parole, il desiderio di esprimere la propria interiorità e i propri sentimenti ad avvicinarli. Fino all'incontro con Pablo Neruda, Mario Jiménez appare un sempliciotto, un fannullone privo di qualsiasi spessore, ma il rapporto mecenatico che stringeranno lo renderà in grado di scrivere addirittura delle poesie. 
L'ossessione quasi maniacale del postino per le metafore porterà Neruda a provare nei suoi confronti un affetto tenero, ma basato sulla fiducia e privo di qualsiasi moto di superiorità. Potrei spendere migliaia di parole a descrivervi la tenerezza della loro amicizia, ma credo che possiate capirlo a pieno solo leggendo il libro. 

Anche altri personaggi meritano di essere menzionati, ad esempio Rosa vedova Gonzàlez che con il suo carattere forte e schietto riesce a mettere al tappeto Pablo Neruda, a cui di certo non mancano le parole. Inoltre meritano una lode particolare i suoi proverbi, una saggezza popolare talmente disarmante da ricordare quasi l'Agnese dei Promessi Sposi.
Be' di elementi per invogliarvi a leggerlo ve ne ho dati a sufficienza, ora aspetto i vostri feedback in caso qualcuno di voi lo abbia letto. Se non l'avete ancora fatto, correte a comprarlo perché merita davvero!

Natyr sapone all'olio d'oliva: per donne che guardano al futuro

Da sempre l'olio d'oliva è stato uno dei maggiori prodotti del mediterraneo, ma ora è anche un prodotto di bellezza sotto forma di sapone grazie alle donne palestinesi dell'associazione AOWA (Association of Women 's Action for Traning e Rehabilitation) nata nel 1994. Le intraprendenti donne appartenenti a questa fondazione sono riuscite a costruire una rete di commerci che si basasse sulle loro necessità, associando alla produzione locale nuove tecnologie e così, nel 2000, hanno potuto avviare un'attività commerciale dei loro prodotti come quello del sapone all'olio d'oliva. 

La produzione del sapone Natyr a base di olio di oliva ha permesso loro di rivalutare la propria terra proteggendola da uno sfruttamento indiscriminato e riuscendo, allo stesso tempo, ad utilizzarne tutti i frutti: una valida iniziativa sotto tutti i punti di vista.

Ingrediente base di questo sapone, ovviamente, è l'olio d'oliva che permette una detersione delicata e per niente aggressiva; inoltre, grazie alla presenza della vitamina A ed E, aiuta a contrastare i radicali liberi e la secchezza. Le donne dell'AOWA hanno aggiunto gli olii essenziali di lavanda e alloro che conferiscono al sapone una gradevole profumazione, ma che al tempo stesso proteggono e leniscono la pelle. Il sapone è inoltre prodotto senza conservanti e coloranti ed è acquistabile in tutte le Botteghe Altromercato al prezzo di 3.70€ o in una comodissima confezione regalo, al costo di 5.70€, contente tre saponi.



martedì 12 febbraio 2013

Happy Pancake day!




Magari molti di voi lo sapranno già e l'unica ignorante ad esserne allo scuro ero io: girovagando per il web ho scoperto che oggi è il Pancake Day! In buona parte dei paesi anglosassoni e anche negli Stati Uniti, oggi si festeggia il Pancake Day, ovvero l'equivalente del nostro Martedì grasso.

La storia da cui nasce è piuttosto carina: il martedì grasso, giorno antecedente al mercoledì delle ceneri, si era soliti consumare i pancake perché contenenti zucchero, uova e grassi proibiti durante la Quaresima, essendo questo un periodo di penitenza ed astinenza. 

Negli USA si tengono addirittura delle vere e proprie competizioni fra scuole e abitanti dei villaggi, legate a una tradizione che risale al XV secolo. A quanto pare una donna si attardò nei preparativi dei pancake del martedì grasso e, quando sentì suonare le campane che annunciavano l'inizio della funzione, iniziò a correre verso la chiesa con ancora indosso il grembiule e la padella in mano. Lungo il tragitto continuò a preparare i pancake e da lì prese piede l'usanza di organizzare delle gare in cui i concorrenti si sfidano correndo con il grembiule e con una padella in mano contenente un pancake freddo. L'obiettivo è arrivare al traguardo avendo girato il pancake, senza farlo cadere, almeno tre volte.

Una delle più antiche competizioni sembra essere quella fra la città di Liberal (Kansas) e Olney (England)  (città che conserva la discendenza originaria della gara dal 1445) che ebbe inizio nel 1950 quando il presidente Leete, dopo aver visto una foto delle donne di Olney gareggiare fra loro, contattò il vicario della chiesa di St. Peter e Paul per sfidarle; la vincitrice, in entrambe le gare, riceve come premio un bacio dal campanaro. Da allora la competizione si tiene ogni anno; inoltre molte sono le iniziative che vengono realizzate anche nelle scuole. 

Quindi perché non festeggiare in maniera alternativa preparando dei pancake oltre alle solite frappe e castagnole? Se non fosse che sono già in via di preparazione i ravioli dolci di mia mamma, mi sarei messa all'opera!






lunedì 11 febbraio 2013

Grammy Awards 2013: i look delle star

Proprio ieri si sono tenuti i Grammy Awards 2013 e senza dubbio il look naturale è stato fra quelli più gettonati salvo alcuni, rari, eccessi. Due sono stati i gruppi che, in quanto a look, sono emersi sul red carpet. ll primo è caratterizzato da labbra nude e occhi da gatta: linee nere ed intense di eyeliner o smokey non troppo eccessivi, entrambi adornati da ciglia finte super drammatiche, persino Katy Perry, rinomata per i suoi look estremi e stravaganti, questa volta si è lasciata conquistare da un make up sobrio. Il secondo gruppo di celebrities ha invece scelto di portare in primo piano le labbra, color prugna come Kat Dennings o corallo come Rihanna, con occhi un po' più discreti sui toni del marrone o naturali. 




Altro protagonista della passerella sono state le trecce: ogni star l'ha portata interpretandola a modo proprio. Delicata e quasi fiabesca la scelta di Taylor Swift e Mika Newton, decisamente più eccentrica e sopra le righe, specie per via dei capelli bicolor, è quella di Bonnie Mckee.





sabato 9 febbraio 2013

Review face to face: Saponette dei Provenzali(Miele e Propoli vs Argilla e Aloe)


Oggi review face to face, ovvero a due: parliamo delle saponette dei Provenzali, nello specifico quella al Miele e Propoli e quella all'Argilla e Aloe

Parto con il dire che sono due saponette del tutto diverse, la prima, quella al miele e propoli è una saponetta idratante per pelli demineralizzate, mentre la seconda, quell'argilla e aloe, è una saponetta purificante per pelli grasse e impure. Io sono un bastian contrario, è la mia natura, insita e non. Ero partita tutta entusiasta per provare quella al miele e propoli perché l'aveva consigliata una delle mie youtuber preferite dicendo che era buona, idratante, struccava bene etc. L'ho provata e...non mi è piaciuta! Non che sia una delle piaghe d'Egitto, sicuramente una mano chiusa nello sportello dell'auto è peggiore, ma non è un prodotto che fa per me, ecco. In realtà avrei dovuto pensarci prima visto che era una saponetta idratante e io, invece, ho una pelle mista. Non mi ha reso la pelle grassa, ma usata in tandem con lo struccante di Lush Non ti scordar di me (che ho già recensito) ha fatto i suoi piccoli danni. Altra pecca è che, nonostante sia una saponetta idrante, la crema dopo dovevo usarla ugualmente perché la pelle mi tirava un po'. Arriviamo ora al suo difetto più grande: brucia da morire! Lo so, tutti i saponi che vanno negli occhi fanno male, ma questa, nella scala del dolore raggiunge il livello 10 +, meglio dei polli Amadori. E' come se guardaste l'inferno infilando gli occhi in un rogo di fiamme! Mai provato un dolore simile, quindi, vi parlo con il cuore in mano: prima di aprire gli occhi state attente a risciacquarvi benissimo. 

Tentativo sfigato N 1 di foto artistica. Immagine su file cm13x17


Veniamo invece alla saponetta all'argilla e aloe. Questa l'ho comprata per caso, senza pensarci molto e anche in maniera un po' distratta, ma è diventata la mia saponetta del cuore. Innanzi tutto l'odore è proprio buono, sa di erba, di aloe, di fresco e di pulito. Mi ricorda l'odore di qualche erba un po' selvatica, ma non è affatto aggressivo. 
Gli effetti di questa saponetta li ho notati già dopo qualche giorno, la pelle era più luminosa, i pori della pelle meno dilatati (la mia zona critica è il mento) e c'erano già meno punti neri. Come sempre, non è risolutiva e non fa miracoli, ma è molto d'aiuto e soprattutto, usandola come detergente dopo lo struccante, mi permette di usare Non ti scordar di me senza che la pelle ne risenta troppo. Inoltre contiene l'aloe che ha proprietà lenitive e magari potrebbe dare una mano a tutte quelle ragazze che d'inverno soffrono di rossori.


Tentativo sfigato N 2 di foto artistica. Immagine su file cm 17x10



Una cosa che ho notato in entrambe è che, dopo un po' che le utilizzo, o se rimangono troppo sotto il getto dell'acqua (a volte le uso in doccia e lì è inevitabile che si bagnino) tendono un po' a spaccarsi, è come se si "squamassero". Questo non influisce minimamente nella funzionalità della saponetta, ma mi sembra giusto farvelo presente 

Il brand dei Provenzali mi piace molto per quanto riguarda il concept aziendale: produce con sostanze più o meno naturali, non è testato sugli animali, il loro saponificio è ad impatto zero sull'ambiente (ha avviato un progetto di compensazione dei CO2 tramite il rimboscamento) e utilizza energie rinnovabili: tutti validissimi motivi per acquistare da loro. Magari c'è ancora da aggiustare un po' il tiro di alcuni prodotti, ma la strada intrapresa è buona.

Le saponette hanno un costo inferiore ai 2€ e sono di facile reperibilità, da acqua e sapone ai supermercati. 

venerdì 8 febbraio 2013

Nails Inc. e le nuove texture per smalto

Ok, lo giuro: è l'ultima volta che mi stupisco per un nail art trend. 
Nel precedente articolo, quello sul fur effect, ero convinta davvero che non sarebbero riusciti a spingersi oltre, invece sbagliavo! Il brand Nails Inc. ci ha stupito con nuove e insolite texture: andiamo dal Feather effect (sì lo so, ormai l'animalier è ovunque) fino a quello denim. Fra le altre tipologie innovative troviamo il Concrete Nail Polish, uno smalto dal finish talmente particolare da risultare esattamente realistico, c'è chi lo ha paragonato a un muro dipinto. Di pari passo con il Denim Effect c'è il Leather Effect, a quanto pare i trend in fatto di unghie per la primavera 2013 saranno all'insegna di materiali diversi, texture differenti ma che riportano in un certo qual modo al quotidiano, un'unione fra cosmetica e fashion: indossare sulle unghie quello che abbiamo nell'armadio. 
Sempre su questa linea sono anche le applicazione a forma di teschio. Li abbiamo visti nella precedente stagione su ogni accessorio e capo, dalle sciarpe alle borse, dalle giacche alle scarpe e anche quest'anno continuano a fare capolino nelle vetrine dei grandi brand low cost. 
Voi che cosa ne pensate? Ce n'è uno in particolare che vi piace? Devo dire che, dopo un inizialmente momento di avversione, trovo piuttosto accattivante quello con le piume e anche la versione denim.







giovedì 7 febbraio 2013

Cuore di Neve: l'iniziativa animalista di Neve Cosmetics

















Devo ammettere che la Neve Cosmetics mi è sempre piaciuta, nonostante gli ultimi pennelli che ho preso da loro mi abbiano delusa terribilmente. L'ho sempre ritenuta un'azienda valida, professionale (lo hanno dimostrato rimandandomi i prodotti dopo la mia segnalazione), cruelty free, vegana, precisa e affidabile, insomma, di punti a loro favore ce ne sono tanti. Da adesso ce n'è uno in più: ho scoperto che ha dato il via ad un'iniziativa no-profit tramite la quale ha donato ben 10.000€ in favore degli animali meno fortunati.
Si tratta di canili, gattili, centri di cura per gli animali e in programma, esattamente tra un anno, ci sono altri 10.000€ per dei centri sparsi su tutto il territorio e non solo geograficamente vicini all'azienda. 


Inoltre la Neve Cosmetics accetta suggerimenti da parte delle sue clienti per associazioni Onlus italiane a cui devolvere la propria donazione, se ne conoscete qualcuna potete scrivere loro a cuoredineve@nevecosmetics.it



Acquistare dalla Neve Cosmetics è sicuramente una mossa valida, da adesso in poi saranno soldi due volte ben spesi!

Piccoli Limoni Gialli

Complice il maltempo, l'insonnia e tanto tempo libero ho ripeso a leggere dopo molto. E' stata una pausa lunga quella fra me e la lettura, ma adesso stiamo iniziando a riallacciare i rapporti. Come ogni relazione che si rispetti bisogna andarci piano, passo per passo, senza fretta.

Così sono andata alla Feltrinelli, uno dei miei luoghi preferiti in assoluto, e ho iniziato a curiosare. Raramente parto con un'idea definita in mente, entro e inizio a girovagare, mi lascio attirare principalmente dalle copertine e dai titoli. Le copertine perché sono sempre stata sensibile a tutto ciò che è esteticamente bello, armonioso, colorato (mai in maniera eccessiva) e dal titolo perché deve essere evocativo, deve far prendere corpo a delle immagini nella mia mente. Tendenzialmente i libri che mi attraggono sono quelli che mi ispirano qualcosa di carino, devono darmi delle sensazione piacevoli, di conforto.

Per il mio ritorno ho deciso di optare per un libro "leggero". Niente che mi facesse sentire in soggezione per la portata, la tipologia o il parere di altri; volevo un libro sconosciuto ma dalla storia fluida.
La mia scelta è ricaduta su di lui: Piccoli Limoni Gialli.
Una delle cose che mi ha attirata è che la vicenda si svolge in Svezia, una location diversa dai soliti libri di letteratura rosa che di norma si sviluppano negli Stati Uniti.
Oltre a questo la trama aveva un richiamo all'Italia, ovvero i limoni gialli. 

La protagonista, Agnes, viene licenziata a seguito di una molestia del suo capo, una volta tornata a casa cerca conforto nel suo fidanzato che però la chiama per lasciarla per una tipa "dalle tette rifatte". Dopo un iniziale momento di sconforto la protagonista decide che è ora di rimboccarsi le maniche e dare un senso alla propria vita, va alla ricerca di un nuovo lavoro (ha sempre lavorato come cameriera ma ambiva a qualcosa di più) ma le proposte sul mercato non sono particolarmente allettanti. Fin quando, un giorno, nell'ufficio di collocamento, incontra un suo vecchio collega che sta aprendo un ristorante e le chiede di imbarcarsi in questo nuovo progetto con lui; ovviamente Agnes accetterà. 

Non proseguo oltre nel raccontare la trama perché non voglio mai svelare troppo agli altri, questa deve essere solo una piccola sinossi che stuzzichi la vostra curiosità. Non aspettatevi una storia dal ritmo incalzante e travolgente, anzi, in alcuni momenti è anche piuttosto lenta ma è giusto così, rispecchia esattamente il luogo in cui è ambientata. L'andamento della narrazione va perfettamente di pari passo con quei paesaggi innevati della Svezia, quel clima ovattato dove ogni cosa va a rilento, non è sconvolta dalla frenesia ma anzi è accarezzato dalla natura e da piccoli frammenti di vita quotidiana. Questo è stato uno degli aspetti che mi è piaciuto di più, oltre al fatto che la protagonista riesce comunque a risollevarsi e a realizzare qualcosa che desiderava senza lasciarsi demoralizzare dal contesto. Agnes è la classica donna per certi versi fragile e debole che per anestetizzare le proprie paure opta per la scelta più facile, quella più conveniente, per poi rendersi conto che quella più difficile, per quanto rischiosa sia, è la cosa migliore da fare. All'interno del libro vengono anche affrontati temi come "l'industrializzazione", il conflitto fra città e periferia, la globalizzazione; insomma, ci sono anche spunti non proprio leggeri su cui riflettere.

 Nella storia ci sono anche un paio di colpi di scena che non vi aspetterete o meglio, uno secondo me è abbastanza scontato se siete un minimo attenti ai dettagli. Infine, uno di quei piccoli particolari che ti scaldano il cuore è l'apertura di un blog/sito da parte dei genitori della protagonista, sito che poi avrà anche un discreto successo; non può che suonare come una specie di segno per una persona che ha appena aperto un blog. Detto ciò concludo, nella speranza di avervi offerto un piccolo spunto di lettura. Uh, dimenticavo: il libro non è esattamente corto, anzi, sono 375 pagine! Se doveste mai leggerlo, fatemi sapere cosa ne pensate.

martedì 5 febbraio 2013

Bio Natyr Attivacell, quando la cosmesi, oltre che bio, diventa fair trade

Sempre più donne sono alla ricerca di cosmetici bio, cruelty free e privi di sostanze chimiche, da adesso è possibile unire all'aspetto bio il fair trade. La risposta viene da L'Altromercato, consorzio che da anni promuove iniziative e prodotti basati sul commercio equo e solidale, propone una nuova linea corpo: Bio Natyr Attivacell. Questa linea fa fede ai principi de L'Altromercato ed è priva di siliconi, coloranti e profumi, sostituiti da delicati oli essenziali; anche il packaging è riciclato al 40%.


























Bio Natyr Attivacell è composto da tre prodotti da utilizzare rispettivamente in tre step: lo scrub gel, una crema gel corpo e il siero concentrato. Lo scrub (prezzo 10.10€ formato 150ml) può essere utilizzato sotto la doccia e il massaggio effettuato dai microgranuli di bamboo serve a riattivare il microcircolo. Lo scrub lavora in tandem con la crema gel corpo (prezzo 17.15€ formato 150ml) che, anch'essa a base di tè verde e alga spirulina, va applicata mattina e sera ed offre un'azione drenante e tonificante grazie agli estratti di guaranà e ananas. Infine, step imprescindibile è il siero concentrato (prezzo 8.50€ formato 30ml) che produce un effetto urto grazie agli oli essenziali di zenzero, curcuma, limone e aneto. Il siero, oltre che massaggiato direttamente sulle zone critiche, può essere usato sia sulle zone linfatiche come inguine e caviglie, oppure poche gocce nell'acqua tiepida per fare il bagno insieme a 1kg di sale. 

I prodotti sono disponibili in tutte le Botteghe Altro Mondo.
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