19 febbraio 2013

Rëveplus Clothing: dove sogni, macarons e Parigi si incontrano

San Valentino è appena passato e forse c'è qualche fidanzato ritardatario o smemorato; o magari volete farvi un regalo per coccolarvi, ed ecco qui l'idea giusta per voi: Reveplus Clothing.

Rëveplus nasce nel 2011 dall'idea di Chiara e Marco, quella di fare il mestiere più cool del mondo! Iniziano a produrre t-shirt, Chiara è l'addetta alla grafica, realizza i disegni che poi diventeranno il marchio distintivo di questo brand, Marco si occupa invece della stampa. Il desiderio è quello realizzare capi originali, handmade, che presentino cura e attenzione per i dettagli e le rifiniture.
Il nome Rëveplus racchiude quelle che sono le origini e le fibre di questi due giovani avventurieri del fashion design: Reve che in francese significa sogno, unito alla dieresi tipica del tedesco, in Germania infatti nasce l'orizzonte di questa grande impresa, e + (plus) che si pronuncia uguale sia in inglese che in francese. Tutti questi elementi insieme formano il simbolo della maschera veneziana del medico per ricordare le loro origini del nord. Un marchio che sa di Italia, che sa di Europa, ma anche di sogno, sogno di poter mixare in maniera sapiente tutti questi elementi per poter realizzare un grande progetto. 


Sarà complice la mia insana passione per Parigi e tutto ciò che la riguarda, sarà che pochi mesi fa ho finalmente realizzato il mio di sogno, ovvero quello di visitare questa magnifica città, ma io sono letteralmente innamorata dei loro capi! Sono delicati, romantici, ironici e dai motivi sognanti, non penso si possa chiedere di più. Le mie preferite sono la t-shirt con i mustache (come potete notare dall'header del mio blog) e quella interamente rosa con la torre Eiffel di lato. 









Anche se trovo ugualmente adorabili quella con la teiera e la tazzina e quella con la pila di marcarons. Insomma, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Ovviamente molte altre sono le stampe e sono disponibili anche altri pezzi come felpe e shopper in stoffa. Speriamo di poter vedere presto questi gioellini in cotone nei negozi di tutta Italia perché in fondo, ognuna di noi desidera portare un po' di Parigi e un macarons sempre con sé.

15 febbraio 2013

In the mood for nude, il trend delle palette naturali

La Naked della Urban Decay, da quando è uscita, è diventata uni dei best seller di Sephora ed ha scatenato una vera e propria mania per le palette nude. Da allora, la stessa Urban Decay ha fatto uscire una seconda versione della Naked, la Naked 2, e di recente la Naked Basic. Molte altre sono state poi le case cosmetiche, low cost e non, che si sono ispirate ad essa ed hanno proposto la loro versione di palette dai toni nudi, fra cui: Pupa, Diego della Palma, MUA, Catrice. Ovviamente ognuna ha cercato di fare suo, in maniera più o meno originale, questo trend inserendo texture shimmer e matt, colori chiari o scuri. 

Pupa art n. 001 Prezzo consigliato 22.90€



Mua Palette Undressed  Prezzo 4£ 



Mua palette Undress me too Prezzo 4£



 Palette Nude Look Diego dalla Palma Prezzo 35.90€


Absolute Nude Catrice Prezzo 4.49€



13 febbraio 2013

Tè e biscotti: il postino di Neruda

La recensione, la chiacchierata (così va meglio) di oggi sarà sul libro Il Postino di Neruda di Antonio Skarmeta. Definirle recensioni mi pare un po' pretenzioso, così ho deciso di inserirle nel filone "Tè e biscotti": perché non c'è niente di meglio che leggere un libro davanti a una tazza fumante di tè, o parlare dell'ultimo libro che si è letto sgranocchiando qualche biscotto.
Il Postino di Neruda sicuramente è un libro più "classico" rispetto a Piccoli Limoni Gialli, tant'è che esiste una trasposizione cinematografica in cui recitano sia Massimo Troisi che Maria Grazia Cucinotta che ho intenzione di vedere e che sicuramente avrete già visto. 

La trama diciamo che è piuttosto semplice, così come lo è il libro, infatti conta poco più di un centinaio di pagine. La storia si svolge ad Isla Negra, lungo le coste del Cile. Un luogo dalle cui descrizioni si può quasi sentire il profumo della salsedine e il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli. Il giovane Mario Jiménez fermamente deciso a non seguire le orme del padre pescatore e, più in generale, a non lavorare. Un giorno, costretto dalle ormai insistenti richieste del padre a trovarsi un impiego, viene assunto come postino di un unico illustre cliente: il poeta Pablo Neruda. Mario Jiménez, sentendosi in soggezione rispetto alla fama e alla grandezza del poeta, decide di comprare con i primi soldi guadagnati una delle sue opere. Inizialmente il rapporto fra i due è piuttosto impacciato, ma l'insistenza di Mario li porterà a diventare amici, grandi amici. Come al solito non procedo con il racconto della trama perché lascio a voi il gusto di proseguire e scoprire passo dopo passo come si svolgeranno i fatti.

Indubbiamente questo libro può essere considerato una delle più belle storie d'amicizia che la letteratura ricordi, almeno a mio avviso. Un rapporto inizialmente squilibrato e impari, il povero figlio di un pescatore e un illustre poeta candidato addirittura al premio Nobel. Sembra non legarli niente se non il rapporto postino-cliente, ma come al solito sarà la letteratura, le parole, il desiderio di esprimere la propria interiorità e i propri sentimenti ad avvicinarli. Fino all'incontro con Pablo Neruda, Mario Jiménez appare un sempliciotto, un fannullone privo di qualsiasi spessore, ma il rapporto mecenatico che stringeranno lo renderà in grado di scrivere addirittura delle poesie. 
L'ossessione quasi maniacale del postino per le metafore porterà Neruda a provare nei suoi confronti un affetto tenero, ma basato sulla fiducia e privo di qualsiasi moto di superiorità. Potrei spendere migliaia di parole a descrivervi la tenerezza della loro amicizia, ma credo che possiate capirlo a pieno solo leggendo il libro. 

Anche altri personaggi meritano di essere menzionati, ad esempio Rosa vedova Gonzàlez che con il suo carattere forte e schietto riesce a mettere al tappeto Pablo Neruda, a cui di certo non mancano le parole. Inoltre meritano una lode particolare i suoi proverbi, una saggezza popolare talmente disarmante da ricordare quasi l'Agnese dei Promessi Sposi.
Be' di elementi per invogliarvi a leggerlo ve ne ho dati a sufficienza, ora aspetto i vostri feedback in caso qualcuno di voi lo abbia letto. Se non l'avete ancora fatto, correte a comprarlo perché merita davvero!

Natyr sapone all'olio d'oliva: per donne che guardano al futuro

Da sempre l'olio d'oliva è stato uno dei maggiori prodotti del mediterraneo, ma ora è anche un prodotto di bellezza sotto forma di sapone grazie alle donne palestinesi dell'associazione AOWA (Association of Women 's Action for Traning e Rehabilitation) nata nel 1994. Le intraprendenti donne appartenenti a questa fondazione sono riuscite a costruire una rete di commerci che si basasse sulle loro necessità, associando alla produzione locale nuove tecnologie e così, nel 2000, hanno potuto avviare un'attività commerciale dei loro prodotti come quello del sapone all'olio d'oliva. 

La produzione del sapone Natyr a base di olio di oliva ha permesso loro di rivalutare la propria terra proteggendola da uno sfruttamento indiscriminato e riuscendo, allo stesso tempo, ad utilizzarne tutti i frutti: una valida iniziativa sotto tutti i punti di vista.

Ingrediente base di questo sapone, ovviamente, è l'olio d'oliva che permette una detersione delicata e per niente aggressiva; inoltre, grazie alla presenza della vitamina A ed E, aiuta a contrastare i radicali liberi e la secchezza. Le donne dell'AOWA hanno aggiunto gli olii essenziali di lavanda e alloro che conferiscono al sapone una gradevole profumazione, ma che al tempo stesso proteggono e leniscono la pelle. Il sapone è inoltre prodotto senza conservanti e coloranti ed è acquistabile in tutte le Botteghe Altromercato al prezzo di 3.70€ o in una comodissima confezione regalo, al costo di 5.70€, contente tre saponi.



12 febbraio 2013

Happy Pancake day!




Magari molti di voi lo sapranno già e l'unica ignorante ad esserne allo scuro ero io: girovagando per il web ho scoperto che oggi è il Pancake Day! In buona parte dei paesi anglosassoni e anche negli Stati Uniti, oggi si festeggia il Pancake Day, ovvero l'equivalente del nostro Martedì grasso.

La storia da cui nasce è piuttosto carina: il martedì grasso, giorno antecedente al mercoledì delle ceneri, si era soliti consumare i pancake perché contenenti zucchero, uova e grassi proibiti durante la Quaresima, essendo questo un periodo di penitenza ed astinenza. 

Negli USA si tengono addirittura delle vere e proprie competizioni fra scuole e abitanti dei villaggi, legate a una tradizione che risale al XV secolo. A quanto pare una donna si attardò nei preparativi dei pancake del martedì grasso e, quando sentì suonare le campane che annunciavano l'inizio della funzione, iniziò a correre verso la chiesa con ancora indosso il grembiule e la padella in mano. Lungo il tragitto continuò a preparare i pancake e da lì prese piede l'usanza di organizzare delle gare in cui i concorrenti si sfidano correndo con il grembiule e con una padella in mano contenente un pancake freddo. L'obiettivo è arrivare al traguardo avendo girato il pancake, senza farlo cadere, almeno tre volte.

Una delle più antiche competizioni sembra essere quella fra la città di Liberal (Kansas) e Olney (England)  (città che conserva la discendenza originaria della gara dal 1445) che ebbe inizio nel 1950 quando il presidente Leete, dopo aver visto una foto delle donne di Olney gareggiare fra loro, contattò il vicario della chiesa di St. Peter e Paul per sfidarle; la vincitrice, in entrambe le gare, riceve come premio un bacio dal campanaro. Da allora la competizione si tiene ogni anno; inoltre molte sono le iniziative che vengono realizzate anche nelle scuole. 

Quindi perché non festeggiare in maniera alternativa preparando dei pancake oltre alle solite frappe e castagnole? Se non fosse che sono già in via di preparazione i ravioli dolci di mia mamma, mi sarei messa all'opera!






11 febbraio 2013

Grammy Awards 2013: i look delle star

Proprio ieri si sono tenuti i Grammy Awards 2013 e senza dubbio il look naturale è stato fra quelli più gettonati salvo alcuni, rari, eccessi. Due sono stati i gruppi che, in quanto a look, sono emersi sul red carpet. ll primo è caratterizzato da labbra nude e occhi da gatta: linee nere ed intense di eyeliner o smokey non troppo eccessivi, entrambi adornati da ciglia finte super drammatiche, persino Katy Perry, rinomata per i suoi look estremi e stravaganti, questa volta si è lasciata conquistare da un make up sobrio. Il secondo gruppo di celebrities ha invece scelto di portare in primo piano le labbra, color prugna come Kat Dennings o corallo come Rihanna, con occhi un po' più discreti sui toni del marrone o naturali. 




Altro protagonista della passerella sono state le trecce: ogni star l'ha portata interpretandola a modo proprio. Delicata e quasi fiabesca la scelta di Taylor Swift e Mika Newton, decisamente più eccentrica e sopra le righe, specie per via dei capelli bicolor, è quella di Bonnie Mckee.





9 febbraio 2013

Review face to face: Saponette dei Provenzali(Miele e Propoli vs Argilla e Aloe)


Oggi review face to face, ovvero a due: parliamo delle saponette dei Provenzali, nello specifico quella al Miele e Propoli e quella all'Argilla e Aloe

Parto con il dire che sono due saponette del tutto diverse, la prima, quella al miele e propoli è una saponetta idratante per pelli demineralizzate, mentre la seconda, quell'argilla e aloe, è una saponetta purificante per pelli grasse e impure. Io sono un bastian contrario, è la mia natura, insita e non. Ero partita tutta entusiasta per provare quella al miele e propoli perché l'aveva consigliata una delle mie youtuber preferite dicendo che era buona, idratante, struccava bene etc. L'ho provata e...non mi è piaciuta! Non che sia una delle piaghe d'Egitto, sicuramente una mano chiusa nello sportello dell'auto è peggiore, ma non è un prodotto che fa per me, ecco. In realtà avrei dovuto pensarci prima visto che era una saponetta idratante e io, invece, ho una pelle mista. Non mi ha reso la pelle grassa, ma usata in tandem con lo struccante di Lush Non ti scordar di me (che ho già recensito) ha fatto i suoi piccoli danni. Altra pecca è che, nonostante sia una saponetta idrante, la crema dopo dovevo usarla ugualmente perché la pelle mi tirava un po'. Arriviamo ora al suo difetto più grande: brucia da morire! Lo so, tutti i saponi che vanno negli occhi fanno male, ma questa, nella scala del dolore raggiunge il livello 10 +, meglio dei polli Amadori. E' come se guardaste l'inferno infilando gli occhi in un rogo di fiamme! Mai provato un dolore simile, quindi, vi parlo con il cuore in mano: prima di aprire gli occhi state attente a risciacquarvi benissimo. 

Tentativo sfigato N 1 di foto artistica. Immagine su file cm13x17


Veniamo invece alla saponetta all'argilla e aloe. Questa l'ho comprata per caso, senza pensarci molto e anche in maniera un po' distratta, ma è diventata la mia saponetta del cuore. Innanzi tutto l'odore è proprio buono, sa di erba, di aloe, di fresco e di pulito. Mi ricorda l'odore di qualche erba un po' selvatica, ma non è affatto aggressivo. 
Gli effetti di questa saponetta li ho notati già dopo qualche giorno, la pelle era più luminosa, i pori della pelle meno dilatati (la mia zona critica è il mento) e c'erano già meno punti neri. Come sempre, non è risolutiva e non fa miracoli, ma è molto d'aiuto e soprattutto, usandola come detergente dopo lo struccante, mi permette di usare Non ti scordar di me senza che la pelle ne risenta troppo. Inoltre contiene l'aloe che ha proprietà lenitive e magari potrebbe dare una mano a tutte quelle ragazze che d'inverno soffrono di rossori.


Tentativo sfigato N 2 di foto artistica. Immagine su file cm 17x10



Una cosa che ho notato in entrambe è che, dopo un po' che le utilizzo, o se rimangono troppo sotto il getto dell'acqua (a volte le uso in doccia e lì è inevitabile che si bagnino) tendono un po' a spaccarsi, è come se si "squamassero". Questo non influisce minimamente nella funzionalità della saponetta, ma mi sembra giusto farvelo presente 

Il brand dei Provenzali mi piace molto per quanto riguarda il concept aziendale: produce con sostanze più o meno naturali, non è testato sugli animali, il loro saponificio è ad impatto zero sull'ambiente (ha avviato un progetto di compensazione dei CO2 tramite il rimboscamento) e utilizza energie rinnovabili: tutti validissimi motivi per acquistare da loro. Magari c'è ancora da aggiustare un po' il tiro di alcuni prodotti, ma la strada intrapresa è buona.

Le saponette hanno un costo inferiore ai 2€ e sono di facile reperibilità, da acqua e sapone ai supermercati. 
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